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Perchè il nostro corpo si oppone al dimagrimento?

Viviamo in una società fortemente grassofobica, che ci  bombarda in continuazione di messaggi impliciti su come dovrebbe essere la nostra forma fisica. Persone dello spettacolo, modelle, ballerini, influencer “fit” con corpi che incarnano lo stereotipo di bellezza attuale. 

Tutto questo si riflette su chiunque, che si voglia o no, e fa arrivare a un’unica conclusione: voler perdere peso.

Ma siamo fatti per perdere peso?

Adattarsi per sopravvivere

Pensiamo per un attimo ai nostri antenati del paleolitico: avere la dispensa piena per loro non era proprio la normalità. Il dispendio energetico necessario per trovare qualcosa di commestibile era molto elevato

Per questo motivo i nostri corpi si sono evoluti nella seguente ottica: utilizzare nel modo più efficiente possibile l’energia derivante dal cibo. Tale adattamento all’epoca era necessario per sopravvivere: chi aveva un corpo predisposto a bruciare velocemente l’energia senza riuscire ad immagazzinarla come grasso, aveva vita breve

Tale adattamento è rimasto invariato nel tempo, non si è ancora modificato per la condizione attuale di sovrabbondanza di cibo. 

Nulla è cambiato

Per questo ancora oggi, anche avendo a disposizione qualsiasi tipo di cibo in ogni momento della giornata, il nostro corpo continua a difenderci dalla possibilità di una carenza di cibo.

Nel momento in cui iniziamo una dieta dimagrante, il nostro corpo non sa che la privazione è dovuta a una nostra decisione e che abbiamo un supermercato ogni 200m e 10 pacchetti di crackers nella credenza. Quindi la sua interpretazione è identica a quella di un tempo: non c’è cibo – devo usare al meglio tutto quello che ho. 

In che modo? Rilasciando una serie di ormoni che influenzano l’appetito e il metabolismo rendendo il cibo più invitante, aumentando l’appetito (soprattutto per cibi ricchi in grassi -che sono quelli con la maggiore concentrazione energetica), riducendo il metabolismo e la voglia di muoversi (per risparmiare energie).

Effetto delle diete dimagranti

Un continuo ricorso a diete dimagranti o restrizioni, porta il nostro corpo ad innalzare sempre di più il nostro range di peso, in modo da non farci morire di fame (nel suo modo di vedere le cose).

Qual è il risultato? Il nostro corpo cerca di mantenere una quantità di grasso corporeo per lui adeguata a proteggerci. Questa quantità dipende da genetica, scelte di stile di vita e dal nostro peso.

Quando si riduce il grasso corporeo, questa perdita innesca tutti quei processi di cui abbiamo parlato sopra, necessari per recuperarlo. Non dovremmo essere così sorpresi se ci risulta difficile mantenere la perdita di peso nel lungo periodo.

Cosa fare quindi?

Per mantenere il proprio peso naturale è necessario rispettare il senso di fame e quello di sazietà, affidandoci a ciò che ci dice il nostro corpo.

Sentire il bisogno di mangiare per ragioni emotive –“mangio per tristezza / rabbia / nervoso / noia / frustrazione”– e avere fame sono due cose diverse.

In questo caso c’è un meccanismo disfunzionale nel gestire e rispondere in modo adeguato alle proprie emozioni ( essendo un argomento ampio, lo tratterò in modo più approfondito in un altro articolo del blog).

C’è un però. Questi segnali potrebbero essere fortemente indeboliti a causa di diete ipocaloriche, restrizioni e privazioni fatte nel tentativo di ascoltare tutti i consigli -spesso errati- provenienti dal mondo esterno (i carboidrati fanno ingrassare, lo zucchero bianco è il male, la cena deve essere leggera etc.) che ci rendono incapaci di percepire ciò che invece proviene dall’interno.

Un modo di mangiare che sia valido per sempre

L’approccio più utile a riscoprire questi segnali, rispettare i propri bisogni, ritrovare un equilibrio nell’alimentazione e con il proprio corpo è l’Intuitive Eating – mangiare in modo intuitivo.

Ed è proprio l’Intuitive Eating ciò che propongo a coloro che vogliono iniziare un percorso insieme a me. Grazie all’intuitive eating è possibile riconnettersi ai propri stimoli e vivere serenamente l’alimentazione allontanandosi da preconcetti superati e poco funzionali.

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