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DOMANDE FREQUENTI

L’alimentazione intuitiva è una approccio non prescrittivo all’alimentazione che offre strumenti utili per liberarsi dalle imposizioni nocive della cultura della dieta e aumentare la consapevolezza dei bisogni del nostro corpo, rispettando le necessità individuali e la volontà di ognunə.

L’Intuitive Eating è stato ideato nel 1995 da due dietiste americane – Evelyn Tribole e Elyse Resch – ed è una pratica che onora il benessere psico-fisico della persona integrando intuito, ascolto dei segnali corporei, conoscenze e riscoperta del piacere di mangiare con le necessità della vita quotidiana.

Questo approccio è weight-inclusive (non focalizzato sul peso) e allineato al movimento Health at Every Size, ovvero il movimento che promuove comportamenti mirati al benessere, indipendentemente dal peso della persona.

Per approccio non prescrittivo significa un approccio libero da prescrizioni dietetiche, ovvero senza grammature, frequenze settimanali, liste di cibi da evitare e da preferire, restrizioni e così via. 

Nel tempo diverse evidenze scientifiche hanno dimostrato che le diete e il perseguimento intenzionale della perdita di peso sono fallimentari e portano con sé diverse problematiche quali:

  • Aumento dello stigma sul peso.
  • Effetto negativo sul rapporto con il cibo.
  • Disconnessione dai segnali corporei come quelli di fame e sazietà.
  • Aumento del rischio di sviluppare disturbi del comportamento alimentare ( di 8 volte rispetto a chi non è a dieta). 
  • Sensazione di fallimento, graduale erosione dell’autostima e della fiducia in se stessə e disturbo d’ansia sociale.
  • Aumento dello stress e della vulnerabilità agli effetti dello stress.

    Per questi e tanti altri motivi, in quanto professionista sanitaria, ho deciso di utilizzare un approccio inclusivo e che promuova uno stato di benessere, senza tutti questi rischi per la salute.

Il percorso è pensato per dare il miglior supporto possibile alla persona

La frequenza del percorso viene stabilita insieme, in base alle esigenze di ognunə. Solitamente è preferibile iniziare con incontri ravvicinati (una consulenza ogni settimana o ogni due settimane) per poi andare eventualmente a ridurre la frequenza verso metà o fine del percorso. 

Questo perché i temi affrontati sono complessi e controcorrente rispetto all’approccio dietetico “classico”, perciò è bene trattare insieme tutti i dubbi che possono insorgere inizialmente.

Chi utilizza l’Intuitive Eating come approccio all’alimentazione, trae benefici su diversi piani:

  • Riduzione dell’interiorizzazione dell’ideale di magrezza.
  • Maggior consapevolezza di sé (evitando di silenziare i propri pensieri, sentimenti e bisogni).
  • Riduzione dei comportamenti alimentari disfunzionali.
  • Miglior rapporto con il cibo.
  • Ottimismo.
  • Miglioramento dell’autostima e dell’immagine corporea.
  • Maggior varietà nelle scelte alimentari.
  • Aumento del piacere derivante dall’atto del mangiare.
  • Maggior consapevolezza dei segnali corporei (consapevolezza interocettiva).
  • Sviluppo di strategie proattive di coping (strategie di adattamento e risposte da adottare in condizioni di stress o particolarmente conflittuali).
  • Aumento del colesterolo HDL (“colesterolo buono”).

E tanti altri.

Durante le visite vengono illustrati i principi dell’Intuitive Eating, scelti insieme di volta in volta in base alle necessità della persona e si parla apertamente delle eventuali perplessità insorte.

Solitamente si toccano tutti i temi implicati nello sviluppo del rapporto con il cibo e con il proprio corpo, quali la cultura della dieta ( in particolare le regole dietetiche instaurate nel tempo che non permettono alla persona di vivere serenamente il rapporto con il cibo) e la grassofobia. 

Tra i vari principi dell’Intuitive Eating si parla di piacere di mangiare, stimoli di fame e sazietà, rapporto con il proprio corpo e con il movimento e così via. 

Da parte mia c’è un supporto continuo e totale. 
Credo fermamente che non debba esistere un dislivello nel rapporto tra persona e professionista. 

Infatti, il mio ruolo è quello di guidare la persona verso uno stato di benessere psico-fisico e adattare il percorso alle sue necessità. Le visite avvengono con uno scambio continuo di esperienze e punti di vista che arricchiscono il percorso.

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